BREXIT E MERCATO IMMOBILIARE: COSA POTREBBE CAMBIARE NELLO SCENARIO ITALIANO?



Alla fine, è successo. Il referendum indotto dalla Gran Bretagna per uscire dall'Unione Europea ha avuto un esito chiaro e incontrovertibile: la Brexit ha vinto, e il Regno Unito ha espresso la sua volontà di sottrarsi al governo centrale europeo di Bruxelles. Le borse di tutto il mondo risentono della votazione e, già dalle prime ore del mattino, le piazze asiatiche registravano un crollo significativo, seguite a ruota da quelle europee. È ancora presto però per trarre delle conclusioni che siano veritiere sul lungo periodo. Gli inglesi hanno fatto bene ad uscire dall'Unione Europea? La Brexit gioverà a chi rimarrà nella comunità? Ci saranno reazioni a catena delle varie fazioni estremiste negli altri Stati, le quali puntano ad una medesima sovranità indipendente?


BREXIT: LE CONSEGUENZE IMMEDIATE

Non è possibile purtroppo, fare previsioni o dare giudizi certi. Cerchiamo però di analizzare quali scenari futuri potrebbero aprirsi per il mercato che più ci interessa e che più determina l'andamento economico di un Paese, ossia il mercato del mattone. Dal Ministero del Tesoro affermano che i valori degli immobili britannici dovrebbero crollare di circa il 10% entro due anni, mentre il loro deprezzamento addirittura raddoppierebbe. Da Euroconsultancy-Re e FRICS, di contro, sono convinti che non si ha certezza di un aumento del costo del denaro e dei mutui in territorio d'oltremanica; perfino la Banca d'Inghilterra si mostra cauta: "Il costo del denaro potrebbe salire, ma anche diminuire". Londra è una delle città più care al mondo per comprare casa: secondo gli esperti del campo immobiliare, con la Brexit acquistare un immobile diventerebbe più economico; allo stesso tempo, potrebbero aumentare gli investimenti immobiliari al di fuori del Paese inglese, anche da parte di grandi società e gruppi industriali. Il 73% degli investitori in real estate non residenziale (uffici, scuole, hotel…) ritiene che il Regno Unito perderebbe appeal.


BREXIT: QUALI CONSEGUENZE NEL MERCATO IMMOBILIARE ITALIANO?


Davanti a questo clima di incertezza, è bene interrogarsi anche sulle conseguenze per il mattone italiano: sempre secondo Euroconsultancy, l'inglese che compra in Italia non è mai stato interessato ad una politica di svendita, ma generalmente si è mostrato sempre un investitore qualificato alla ricerca di un immobile preciso, di alta gamma. L'acquisto infatti qui in Italia non è tanto finalizzato all'investimento puro, quanto motivato da una passione per il Bel Paese: cosa che la Brexit non potrà cambiare. Vero è che l'offerta immobiliare italiana e la domanda inglese potrebbero ora cambiare e assumere caratteristiche diverse, a partire dal fatto che il potere d'acquisto della sterlina potrebbe scendere e la Brexit genererebbe un rialzo dei tassi e portare dunque a mutui più onerosi, ma il mercato immobiliare non dovrebbe soffrire come successo per gli anni di crisi 2008-2009.

Questo particolare momento critico può dunque rappresentare anche un'opportunità per l'offerta immobiliare italiana, soprattutto per quelle zone poco frequentate ma che mostrano un livello di prezzi vantaggioso, come il Molise o la Basilicata. Da non dimenticare infine che anche in regioni battute dagli inglesi durante le vacanze come la Toscana, gli investimenti probabilmente non si fermeranno, ma semplicemente si sposteranno in aree dimenticate che saranno presto riscoperte grazie ai costi più agevoli, come la Lunigiana.


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